Con domanda di condono del 20.02.1986 veniva richiesto il mutamento d'uso di un locale in Trastevere (Roma), da locale magazzino (C2) ad attività commerciale (C1), locale gravato da vincolo in forza di d.m. della Soprintendenza; la domanda di condono veniva rigettata sul richiamo del parere negativo espresso dalla Soprintendenza ex art. 32 L. n. 47/1985, che si esprimeva negativamente per l'adibizione del locale per la ristorazione; il provvedimento comunale, recependo acriticamente il richiamato parere negativo, adottava il provvedimento conclusivo di reiezione della domanda di condono, ritenendo trattarsi di provvedimento vincolato, e dunque senza far precedere il diniego da preavviso procedimentale.
Il provvedimento negativo, impugnato dinanzi al TAR Lazio, veniva annullato per una serie di motivi, non ultimo perchè andava preceduto dal preavviso procedimentale.
Il Comune di Roma impugnava la decisione del TAR dinanzi al Consiglio di Stato, che con sentenza n. 4273/2012 rigettava l'interposto gravame, acccogliendo in toto le doglianze del ricorrente appellato.
Si segnala la decisionein ragione dell'importanza per numerosi profili procedimentali.