Maggio 2020

Categoria: Circolazione stradale


Risposta affermativa da parte della giurisprudenza ordinaria ed amministrativa, nelle cui sentenze si legge che quando un'area privata consente alla collettività uti cives di transitarvi liberamente, ciò comporta la consequenziale applicazione delle norme di comportamento rinvenibili nel Codice della Strada, giacché rientrante a tutti gli effetti nella classificazione di cui al suo art. 2, che definisce la strada come l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali.

Al riguardo, si aggiunge, la giurisprudenza è stata sempre improntata a questa definizione, affermando che, ai fini dell’applicazione delle sanzioni inerenti all’inosservanza delle norme che regolano la circolazione, si deve far riferimento non tanto al concetto di proprietà della strada, ma alla sua destinazione.

A fortiori se trattasi di un'area privata aperta alla libera circolazione di un numero indeterminato ed indiscriminato di persone, quale è la strada privata gravata da uso pubblico.

Si pensi che le norme di comportamento che regolano la circolazione sono pienamente applicabili anche nell'ipotesi in cui si tratti di un'area privata non aperta al pubblico, seppur ciò solo ai fini di un eventuale determinazione in ordine alla responsabilità civile e/o penale.


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