Domande frequenti

Comodato

Comodato precario e con termine di durata: quali sono le differenze?

La principale differenza tra comodato precario e comodato con previsione di termini di durata riguarda la differente disciplina in punto di obbligo di restituzione della cosa da parte del comodatario.
Difatti, nell'ipotesi di comodato precario, il codice civile prevede l'obbligo del comodatario di restituire al comodante la cosa non appena gli venga richiesta.
La predetta disciplina è in linea con il principio generale in materia di contratti di durata senza previsione di termine di scadenza, per i quali è prevista la possibilità di recesso ad nutum.
Sul punto, si richiamano le Sezioni Unite della Cassazione secondo le quali "nel contratto di comodato, il termine finale può, a norma dell'art. 1810 c.c., risultare dall'uso cui la cosa dev'essere destinata, in quanto tale uso abbia in sé connaturata una durata predeterminata nel tempo; in mancanza di tale destinazione, invece, l'uso del bene viene a qualificarsi a tempo indeterminato, sicché il comodato deve intendersi a titolo precario e, perciò, revocabile ad nutum da parte del proprietario" (Corte di Cassazione, Sez. Unite, 09 febbraio 2011 n. 3168).
Al contrario, nell'ipotesi in cui sia stato previsto un termine di durata l'obbligo di restituzione della cosa da parte del comodatario si verifica alla scadenza del termine convenuto, oppure quando il comodatario ha terminato di servirsi della cosa secondo l'uso stabilito nel contratto.
Infine, il secondo comma dell'art. 1809 c.c. prevede la possibilità per il comodante di esigere la restituzione immediata della cosa anche prima della scadenza convenuta, se sopravviene un urgente e imprevisto fabbisogno.

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