04 marzo 2015 - Avv. Nicolò Marella

Categoria: Condominio

Può l'amministratore agire e resistere in giudizio quando si tratti di azione di rivendicazione o altre azioni a difesa della proprietà?

La risposta è sì.

In tema di condominio, le azioni reali da esperirsi contro i singoli condomini o contro terzi e dirette ad ottenere statuizioni relative alla titolarità, al contenuto o alla tutela dei diritti reali dei condomini su cose o parti dell'edificio condominiale che esulino dal novero degli atti meramente conservativi (al cui compimento l'amministratore è autonomamente legittimato ex art. 1130 n. 4 c.c.) possono essere esperite dall'amministratore solo previa autorizzazione dell'assemblea ex art.1131 comma primo c.c. adottata con la maggioranza qualificata di cui all'art. 1136 stesso codice” (Corte di Cassazione, 30 giugno 2014 n. 14797).

In buona sostanza con la delibera della maggioranza l'amministratore può agire per rivendicare la proprietà di una parte comune.

La legittimazione dell'amministratore non priva i singoli condomini del medesimo potere in quanto il condominio si configura come un ente di gestione sfornito di personalità giuridica distinta da quella dei singoli condomini, sicché l'esistenza di un organo rappresentativo unitario, quale è l'amministratore, non priva i singoli partecipanti della facoltà di agire a difesa dei diritti, esclusivi e comuni, inerenti all'edificio condominiale.


Altri risultati nella categoria Condominio

Condominio

Villette a schiera: c'è il condominio?

Corte di Cassazione, Sez. IV, 31 luglio 2014 n. 4043

Condominio

Abuso su area condominiale: il condomino può sanare?

Consiglio di Stato, Sez. IV, 25 settembre 2014 n. 4818

Condominio

Azione reale e legittimazione dell'amministratore

04 marzo 2015 - Avv. Nicolò Marella

Condominio

L'amministratore superficiale può essere revocato?

19 dicembre 2014 - Avv. Nicolò Marella

Condominio

All'assemblea possono partecipare estranei delegati da altri condomini?

19 dicembre 2014 - Avv. Nicolò Marella