Roma, 14 aprile 2018

Categoria: Condominio

Qualora il mio appartamento dovesse subire un fenomeno infiltrativo, magari a causa di una perdita di acqua imputabile all'appartamento superiore, ho diritto di scegliere tra risarcimento o riparazione, oppure è il danneggiate che, dovendo pagare, può decidere?

Questa è una delle domande più gettonate, probabilmente per la ragione che i fenomeni infiltrativi interessano gran parte degli immobili distribuiti sul territorio nazionale.

Il punto di partenza normativo è rappresentato dall'art. 2051 c.c., disciplinante il danno cagionato da cose in custodia, da cui deriva una responsabilità extracontrattuale di natura oggettiva, come ripetutamente statuito dai più noti arresti nomofilattici.

Ora, il danno va sempre risarcito oppure si può arrivare ad un risarcimento consistente nella rimozione materiale del pregiudizio subito (in gergo tecnico risarcimento in forma specifica - art. 2058 c.c.)? E soprattutto, a chi spetta deciderlo?

Il principio da applicare per rispondere alla domanda è quello relativamente al credito del danneggiato, atteso il danneggiato è creditore ed è il creditore che sceglie come ottenere l'adempimento dell'obbligazione risarcitoria da parte del debitore/danneggiante; in nessun caso il danneggiante potrà imporci la soluzione a lui più comoda, magari facendo intervenire una impresa che vada a risolvere la causa genetica del fenomeno infiltrativo e ripari il danno a noi arrecato.


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