Consiglio di Stato, Sez. VI, 07 maggio 2018 n. 2715

Categoria: Abusi edilizi

Con riferimento alle tettoie, rileva in particolare la voce di cui all’art. 6, comma 1, lettera e) quinquies d.P.R. n. 380/2001, che considera opere di edilizia libera gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici, concetto nel quale può sicuramente rientrare una tettoia genericamente intesa, come copertura comunque realizzata di un’area pertinenziale, come il terrazzo.

Con questo principio il Consiglio di Stato, applicando per la prima volta il glossario unico dell'edilizia libera 2018, ha accolto il ricorso promosso avverso un'ordinanza di demolizione di una tettoia installata su un terrazzo pertinenziale di un appartamento.

La normativa e il punto del Consiglio di Stato

Dal punto di vista normativo, va considerato anzitutto l’art. 6 del T.U.E., che contiene l’elenco delle opere di edilizia libera e non necessitanti di alcun titolo abilitativo; a prescindere dalla natura esemplificativa o tassativa che si voglia riconoscere a tale elenco, va poi osservato che esso comprende voci di per sé abbastanza generiche, tali da poter ricomprendere anche opere non espressamente nominate.

Tempus regit actum

Precisa il Consiglio di Stato che nel diritto delle sanzioni è principio generale e notorio che non si possano subire conseguenze sfavorevoli per un comportamento in ipotesi illecito nel momento in cui è stato realizzato, ma che tuttavia non lo sia più al momento di applicare le sanzioni stesse.

Riforma 2018

In materia è intervenuto il D.M. 2 marzo 2018, pubblicato nella G.U. 7 aprile 2018 n. 81, di “Approvazione del glossario contenente l'elenco non esaustivo delle principali opere edilizie realizzabili in regime di attività edilizia libera”.

Il decreto ministeriale comprende l'indicazione delle opere realizzabili senza titolo edilizio alcuno, in particolare le pergotende, ovvero, per comune esperienza, strutture di copertura di terrazzi e lastrici solari, di superficie anche non modesta, formate da montanti ed elementi orizzontali di raccordo e sormontate da una copertura fissa o ripiegabile formata da tessuto o altro materiale impermeabile, che ripara dal sole, ma anche dalla pioggia, aumentando la fruibilità della struttura.

Si tratta quindi di un manufatto molto simile alla tettoia, che se ne distingue secondo logica solo per presentare una struttura più leggera.

Il testo unico edilizia

Al polo opposto tuttavia v’è l’art. 10, comma 1, lettera a) T.U.E. che assoggetta al permesso di costruire quelle tettoie di particolari dimensioni e caratteristiche.

Si afferma infatti in via generale che tale struttura costituisce intervento di nuova costruzione e richiede il permesso di costruire nel momento in cui difetta dei requisiti richiesti per le pertinenze e gli interventi precari, ovvero quando modifica la sagoma dell’edificio (C.d.S. sez. IV 8 gennaio 2018 n. 12).

Tettoia: permesso di costruire o no?

Da tutto ciò, emerge chiara una conseguenza: non è possibile affermare in assoluto che la tettoia richiede o non richiede il titolo edilizio maggiore e assoggettarla, o non assoggettarla, alla relativa sanzione senza considerare nello specifico come essa è realizzata.

Pertanto l’Amministrazione ha l’onere di motivare in modo esaustivo, attraverso una corretta e completa istruttoria che rilevi esattamente le opere compiute e spieghi per quale ragione esse superano i limiti entro i quali si può trattare di una copertura realizzabile in regime di edilizia libera.

Tutto ciò non si ritrova nel provvedimento impugnato che si limita ad una descrizione generica di quanto rilevato e, come tale, va annullato.


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