Giurisprudenza

Appalto

Vizi dell'opera - Artt. 1667 o 1669 c.c. - Onere probatorio

Corte di Cassazione, Sez. II, 10 giugno 2011 n. 12879

Lineare pronuncia della Suprema Corte che, in materia di vizi dell'opera in tema di appalto, specifica che é applicabile la disciplina di cui all'art. 1667 c.c. e non quella di cui all'art. 1669 c.c., con conseguenze in termini di prescrizione, ogni qualvolta i lamentati (ed accertati) vizi dell'opera non incidono negativamente sugli elementi strutturali essenziali di questa e, dunque, sulla sua solidità, efficienza e durata, ma solamente sul suo aspetto decorativo ed estetico, cosicché il manufatto, pur in presenza dei riscontrati difetti, rimanga integro quanto a funzionalità ed uso cui sia destinato.
Peraltro il committente che, ai sensi dell'art. 1667 c.c., agisca nei confronti dell'appaltatore per le difformità e i vizi dell'opera ha l'onere di provare i fatti posti a fondamento della sua domanda e quelli necessari per contrastare le eventuali eccezioni della controparte.
Qualora, pertanto, l'appaltatore eccepisca la prescrizione biennale del diritto di garanzia, la prova della data di consegna dell'opera, da cui il termine di garanzia decorre, incombe sul committente stesso e non sull'appaltatore.
Inoltre il riconoscimento dei vizi e delle difformità dell'opera e l'assunzione dell'impegno di eliminarli, da parte dell'appaltatore implicano non solo l'accettazione delle contestazioni e la rinuncia a fare valere l'esonero della garanzia previsto dall'art. 1667 c.c., ma determinano, altresì, l'assunzione di una nuova obbligazione - sempre di garanzia - diversa e autonoma rispetto a quella originaria, che non necessita di alcuna accettazione formale della controparte, cui attribuisce il medesimo diritto di agire per i vizi ormai ex adverso riconosciuti e, quindi, svincolato dal termine decadenziale e soggetto al solo termine prescrizionale ordinario.
Le norme sulla peculiare prescrizione breve di cui all'art. 1667 c.c. - relativa all'azione di garanzia nei confronti del solo appaltatore - non possono estendersi alla responsabilità del progettista e del direttore dei lavori. Le responsabilità di questi ultimi, infatti, nascono da un contratto d'opera intellettuale disciplinato dall'art. 2229 c.c. e sono, quindi, soggette alla prescrizione ordinaria.

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