Corte Costituzionale, 02 marzo 2018 41

Categoria: Diritto penale

La sospensione della pena per 30 giorni

L'art. 656, comma 5, del codice di procedura penale è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla Corte Costituzionale nella parte in cui prevede che il pubblico ministero sospende l'esecuzione della pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non superiore a tre anni, anziché a quattro anni.

L’ordine di esecuzione e il decreto di sospensione sono notificati al condannato e al difensore nominato per la fase dell’esecuzione o, in difetto, al difensore che lo ha assistito nella fase del giudizio, con l’avviso che entro trenta giorni può essere presentata istanza, corredata dalle indicazioni e dalla documentazione necessarie, volta ad ottenere la concessione di una delle misure alternative alla detenzione ovvero la sospensione dell’esecuzione della pena.

In realtà, la tematica, emersa in giurisprudenza solo dal 2016, doveva farsi risalire al momento dell’introduzione nel sistema, con uno dei decreti c.d. “svuotacarceri” (DL n. 146/2013), dell’affidamento c.d. “allargato” per pene anche residue fino ai quattro anni.

Riforma Orlando e domiciliari

Giusto a titolo di informativa, si segnala la riforma Orlando che introduce la possibilità di scontare ai domiciliari la pena fino a 4 anni per eliminare l’incongruenza che consente di beneficiare della misura più favorevole, cioè l’affidamento in prova, e non di quella più restrittiva, cioè la detenzione domiciliare.


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