T.A.R. Lazio, Sez. Prima Quater, 06.02.2015 n. 2269

Categoria: Edilizia

21 febbraio 2015 - Avv. Nicolò Marella

Nel caso di immobili ubicati nel centro storico (zona omogenea A di cui al D.M. n. 1444/1968) il Comune non può ordinare la demolizione senza aver previamente interloquito con la Soprintendenza, sicché in caso di omissione comunicativa l'ordinanza demolitoria è illegittima e merita di essere annullata.

Sulla base di questo principio la Sezione Prima Quater del T.A.R. Lazio ha accolto il ricorso di un cittadino avverso una determinazione dirigenziale con la quale Roma Capitale aveva contestato nell'immobile la presenza di interventi edilizi abusivi e cambio di destinazione d'uso.

Il T.A.R. ha applicato l'art. 60 c.p.a. e, dunque, ha ritenuto di statuire sulla sospensiva e sul merito con una sentenza in forma semplificata.

Secondo i giudici Roma Capitale avrebbe violato gli artt. 16, commi 4 e 5, L.R. n. 15/2008 e 33, comma 4, D.P.R. n. 380/2001 per non essere stato richiesto in sede procedimentale il parere della Soprintendenza prescritto per immobili ricadenti nell’ambito della zona omogenea A.

In questo contesto il parere vincolante della Soprintendenza è prescritto dall’art. 33 comma 4 per tutte le opere di ristrutturazione edilizia che interessino immobili, anche non vincolati, ricadenti nell’ambito del centro storico, di talché, a prescindere dal merito, l'ordine demolitorio è ab origine illegittimo per violazione di legge.

E' appena il caso di evidenziare che il più volte citato comma 4 dell'art. 33 D.P.R. n. 380/2001, nel disciplinare gli interventi di ristrutturazione edilizia in assenza di permesso di costruire o in totale difformità, prescrive effettivamente che, in caso di centro storico, il dirigente deve richiedere all'amministrazione competente alla tutela dei beni culturali ed ambientali apposito parere vincolante circa la restituzione in pristino o la irrogazione della sanzione pecuniaria di cui al precedente comma.

Sicché è compito dell'Ente tutorio verificare la possibilità di infliggere la sanzione pecuniaria in luogo di quella demolitoria.

Tale decisione merita di essere letta con un'altra da noi pubblicata e pronunciata dal Consiglio di Stato.


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