T.A.R. Lazio, SEz. II Bis, 19.11.2019 n. 13277

Categoria: Edilizia

Con la sentenza in rassegna il T.A.R. Lazio torna a ribadire che a seguito della presentazione della domanda di sanatoria edilizia ordinaria e/o condono i provvedimenti demolitori e/o ablativi sono illegittimi, in quanto l'eventuale accoglimento dell'istanza (o delle istanze) di sanatoria legittimerebbe l'opera abusiva e renderebbe non più applicabile la sanzione; mentre, nell'opposto caso di rigetto della domanda, l'Amministrazione sarebbe chiamata a riattivare il procedimento ripristinatorio sulla base dell'accertata non sanabilità del manufatto e l'interesse dell'istante si concentrerebbe nel contestare con apposito gravame il diniego di sanatoria.

In questo contesto, precisa il Tribunale, anche qualora non si fosse impugnato il primigenio ordine di demolizione ciò non rileverebbe, in quanto nel caso di rigetto della domanda di condono l’Amministrazione dovrà rideterminarsi sulla demolizione delle opere abusive e sulle eventuali successive sanzioni.

Questa impostazione non può che estendersi anche alla fase dell'acquisizione al patrimonio comunale con la connessa trascrizione, ove effettivamente posta in essere.

Infatti, l'art. 39 comma 19, l. 23 dicembre 1994 n. 724 (richiamato dall'art. 32 comma 25, d.l. n. 269 del 2003) prevede infatti che, per le opere abusive divenute sanabili, il proprietario (dopo aver presentato la domanda di sanatoria e adempiuto agli oneri connessi) ha il diritto di ottenere l'annullamento delle acquisizioni al patrimonio comunale e la cancellazione delle relative trascrizioni, salvo che il bene sia già stato destinato a scopi di pubblica utilità.

D'altra parte, è noto che non costituiscono preclusione al conseguimento del condono né la trascrizione del provvedimento sanzionatorio, né l'immissione in possesso del bene (T.A.R. Campania, Napoli, Sez. III, 13.05.2014, n.2623).

- per le ragioni suddette non possa essere accolta l’eccezione di inammissibilità del ricorso, formulata dalla difesa di Roma Capitale, poiché dopo la pronuncia sull’istanza di condono, anche nel caso di un suo rigetto, risulta indispensabile che l’Amministrazione si ridetermini sulla demolizione delle opere abusive e sulle eventuali successive sanzioni, mentre, nell’ipotesi di accoglimento, essendo la sanatoria in grado di travolgere sicuramente anche l’ordine di rimozione/demolizione delle opere abusive precedentemente emesso, pure non tempestivamente impugnato, non residuerà alcuno spazio per sanzioni da inottemperanza e per l’acquisizione al patrimonio comunale;


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