Cassazione 2020

Categoria: Infiltrazioni


Con la sentenza in esame la Cassazione precisa che, nell’ipotesi di infiltrazioni derivanti da parte comune di edificio condominiale, il danno subito dal proprietario dell’immobile per l'indisponibilità del medesimo può definirsi in re ipsa, purché inteso in senso descrittivo, cioè di normale inerenza del pregiudizio all'impossibilità stessa di disporre del bene.

Tuttavia, ciò comunque non fa venir meno l'onere quanto meno di allegare, e anche di provare, con l'ausilio delle presunzioni, il fatto da cui discende il lamentato pregiudizio, ossia che se il danneggiato avesse immediatamente recuperato la disponibilità dell'immobile, l'avrebbe subito impiegato per finalità produttive o abitative, quali il suo godimento diretto o la sua locazione.

Pertanto, così come nel caso di occupazione illegittima di immobile o di limitazione abusiva dell'esercizio del diritto di proprietà, anche in caso di infiltrazioni il danno subito dal proprietario è in re ipsa, discendendo dalla mancata libera disponibilità del bene e dalla impossibilità di conseguire integralmente l'utilità da esso ricavabile.


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