Cons. Stato, sez. VI, n. 547 del 29.01.2013

Categoria: Urbanistica

con la sentenza in rassegna il Consiglio di Stato è stato chiamato a risolvere l'annosa questione se, in presenza di atti accertativi compiuti dalla Polizia Municipale nell'ambito delle specifiche funzioni ad essa demandate in materia di accertamento di reati urbanistici, si possa legittimamente pretendere l'accesso agli atti ai sensi degli artt. 22 ss. della legge n. 241/90 (in materia di accesso documentale ed informativo).
Il Supremo Consesso, attraverso l'attenta distinzione delle funzioni di accertamento, ha evidenziato che è possibile invocare (e pretendere) l'ostensione degli atti solo allorchè siano direttamente connessi ai profili amministrativi sanzionatori (o preventivi, con riferimento all'ordine di sospensione dei lavori), rimanendo esclusi dall'accesso (almeno sino all'avviso di conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell'art. 415 bis c.p.p.) tutti quegli atti che, sebbene riguardanti la medesima fattispecie concreta, attengano viceversa al collegamento della Polizia Municipale (in funzione di Polizia Giudiziaria) con l'Autorità Giudiziaria Penale.
Un utile sostegno è stato individuato dal Consiglio di Stato nell'art. 329 c.p.p., sebbene non sia stato dato adeguato risalto all'assenza, o meno, del decreto di segretazione degli atti di indagine.
A parere di chi scrive potrebbe apparire un falso problema, avuto riguardo alla circostanza che avverso gli atti repressivi amministrativi in materia urbanistica-edilizia è certamente esperibile l'impugnazione dinanzi al Giudice Amministrativo, in funzione della quale al soggetto ingiunto deve comunque riconoscersi il diritto di assumere elementi valutativi e documentali in vista della difesa, ciò sia in sede preventiva ai sensi dell'art. 10 della legge n. 241/90, sia in sede giudiziale in sede di gravame avverso l'eventuale provvedimento sanzionatorio.
Del resto, a confermare che si tratti di falso problema, depone la considerazione che il contenuto descrittivo - sanzionatorio del provvedimento ripristinatorio ai sensi degli artt. 27 ss. del D.P.R. n. 380/2001 (Testo Unico in materia edilizia), nella prassi si rivela un duplicato della informativa di reato.


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