14 gennaio 2015 - Avv. Nicolò Marella

Categoria: Condominio

Non è infrequente che i bambini dei vari condomini giochino in modo alquanto rumoroso e molesto nel cortile condominiale, magari proprio nelle ore di riposo, creando così una situazione di disagio e fastidio per quanti invece vogliano riposare tranquillamente.

Sicuramente la colpa non è addebitabile ai fanciulli, quanto più ai genitori che non rispettano né le regole di buona condotta, né il regolamento di condominio, né ancora il codice civile.

In ambito condominiale il punto di partenza è sempre rappresentato dalla regola del "vivere in comune", positivizzata nell'art. 1102 c.c., a norma del quale: "Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto".

Facciamo qualche esempio.

A prescindere dal baccano dei fanciulli, ipotizziamo che il cortile condominiale sia costituito da aiuole e che i bambini decidano di giocarci a pallone; è evidente che tale attività ludica non solo è contraria alla destinazione della cosa comune in argomento, bensì ne mette seriamente a repentaglio la buona condizione.

In casi molto più complessi e controversi anche la giurisprudenza nomofilattica (con ciò intendendosi la Corte di Cassazione) ha avuto modo di pronunciarsi e di fare un po' di chiarezza su quanto sia lecito e quanto sia viceversa facoltativamente tollerabile da parte della compagine condominiale.

E difatti, in più sentenze leggiamo sia che il pari uso della cosa comune non postula necessariamente il contemporaneo uso della cosa da parte di tutti i partecipanti alla comunione, che resta affidata alla concreta regolamentazione per ragioni di coesistenza; sia che la nozione di pari uso del bene comune non è da intendersi nel senso di uso necessariamente identico e contemporaneo, fruito cioè da tutti i condomini nell’unità di tempo e di spazio, perché se si richiedesse il concorso simultaneo di tali circostanze si avrebbe la conseguenza della impossibilità per ogni condomino di usare la cosa comune tutte le volte che questa fosse insufficiente a tal fine.

Ora, applicando tali principi al quesito in argomento, sicuramente il punto di partenza è rappresentato dal regolamento condominiale il quale, il più delle volte, contiene dei divieti espliciti in tal senso; qualora viceversa non vi sia scritto nulla, ogni condominio potrà recarsi dal proprio Amministratore e segnalare la vicenda, con la chiara finalità di vedere ammonito il vicino.

Sicuramente, sarebbe alquanto disdicevole sia agire in giudizio per questioni di questo tipo, sia essere costretti a subire il baccano di bambini indisciplinati.

Tenendo altresì conto del fatto che il disturbo alle persone è identificabile anche come reato, risultando così responsabili proprio i genitori dei già citati fanciulli.


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