D.M. 26 giugno 2015

Categoria: Condominio

E' oramai noto che la diffusione del gas metano ha comportato un aumento esponenziale dei distaccamenti condominiali dagli impianti centralizzati, comportando non pochi problemi per gli altri condomini che, viceversa, abbiano deciso di restare attaccati all'impianto comune.

Anche per tale ragione il Legislatore 2015 è intervenuto con un decreto ministeriale per il quale, nel caso di ristrutturazione o di nuova installazione di impianti termici di potenza tecnica nominale del generatore maggiore o uguale a 100 Kw, come anche nel caso di distacco dall’impianto centralizzato di un solo condomino, deve essere eseguita una diagnosi energetica dell’edificio e dell’impianto che metta a confronto le diverse soluzioni impiantistiche compatibili e la loro efficacia sotto il profilo dei costi complessivi (cioè investimento, esercizio e manutenzione).

Sicché oggi per distaccarsi dall'impianto centralizzato sarà necessaria e obbligatoria la previa diagnosi energetica dell’edificio e dell’impianto.

Trattasi di un passaggio obbligatorio finalizzato a rendere sì più agevole l’esercizio del diritto del condomino di rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, ma anche più sicura la posizione degli altri condomini.

In termini pratici, qualora dovesse risultare che il distacco non aggrava notevolmente il funzionamento dell’impianto o le spese per gli altri condomini (è sufficiente che si verifichi una delle due condizioni per impedire il distacco) il distacco sarà consentito.

E' tuttavia noto che il condomino distaccato sarà comunque tenuto a corrispondere:

a) le spese di manutenzione straordinaria dell’impianto;

b) le spese finalizzate alla sua conservazione e messa a norma dell'impianto.

In termini autorizzativi la giurisprudenza civile ha precisato che il condomino non avrà bisogno della previa deliberazione assembleare qualora dimostri che dal suo distacco non deriveranno né aggravi di spesa per gli altri condomini, né squilibri termici all’interno dell’edificio (Corte di Cassazione, Sez. II, 25.03.2004 n. 5974).

In conclusione i passaggi obbligati per distaccarsi regolarmente dovranno essere i seguenti:

a) ottenere una diagnosi energetica dell’impianto e dell’edificio;

b) in caso di esito positivo della diagnosi e in caso di comprovato non aggravio di spese e/o alterazione del funzionamento dell’impianto, il condomino potrà, senza alcuna autorizzazione, distaccarsi.


Altri risultati nella categoria Condominio

Condominio

Imprese operative in condominio e revoca/recesso dell’incarico

26 gennaio 2018 - Avv. Nicolò Marella

Condominio

Si può sostituire una delibera con un'altra? Dipende.

Avv. Nicolò Marella - 23 maggio 2015

Condominio

Verbale di assemblea. Come deve essere redatto per essere valido?

Avv. Nicolò Marella - 14 maggio 2015