29 agosto 2015 - Avv. Nicolò Marella

Categoria: Condominio

Molto spesso gli interventi edilizi del vicino di casa o di noi stessi possono creare delle frizioni in condominio, sino ad arrivare a delle vere e proprie contestazioni, magari con l’intervento delle forze di polizia.

In linea di massima, le strade percorribili per tutelarsi sono di tre tipologie: amministrativa, civile e penale.

Tutela amministrativa

Il punto di partenza è rappresentato dal Regolamento di Polizia Urbana della propria città.

A titolo meramente esemplificativo, la città di Roma prevede agli artt. 16 e ss. una serie di soglie massime e minime da rispettare, peraltro con continui rinvii al codice penale (art. 659 c.p. “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone”).

In questo modo, una volta accertata la violazione della normativa cittadina, si potrà richiedere l’intervento anche semplicemente della Polizia Municipale al fine di ottenere non solo l’interruzione dei rumori molesti oltre soglia o al di fuori degli orari consentiti, ma anche l’elevazione della correlativa sanzione amministrativa.

Tutela civilistica

In ambito civilistico il punto di partenza dovrà essere, qualora sussistente, il regolamento di condominio, quale fonte normativa speciale rispetto al codice civile.

Qualora il regolamento preveda specificamente un orario, si potrà richiederne il rispetto direttamente al vicino oppure contattare l’amministratore che, tra i propri obblighi, ha quello di assicurare che sia sempre rispettato il regolamento condominiale.

A ciò si aggiunga che, più in generale, il codice civile ha cura di disciplinare le cd. immissioni (art. 844 c.c.), prevedendo che quelle eccedenti la normale tollerabilità siano per certo illecite.

Qualora si sia convinti dell’illecito, si potrà adire l’autorità giudiziaria con un ricorso d’urgenza al fine di ottenere un provvedimento che, nel giro di poco tempo, inibisca l’attività molesta, oltre ovviamente al risarcimento del danno (che va comunque provato!).

Tutela penale

Da ultimo, ma di certo non in ordine di importanza ed incisività, si pone la strada penale, con il già richiamato art. 659 c.p. che, tuttavia, trova applicazione solo laddove i rumori molestino un numero indeterminato di persone.

Pertanto, non sarà sufficiente che i rumori molestino il vicino, risultando necessario il coinvolgimento di un numero di persone che, appunto, legittimi il coinvolgimento dell’autorità giudiziaria penale.


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