Approfondimento dello Studio Legale

Categoria: Condominio

Stendere la propria biancheria grondante di acqua sul balcone del proprio appartamento, con il rischio evidente di far gocciolare l'acqua in eccesso sulla proprietà sottostante, non può certamente considerarsi un gesto di civiltà e buona educazione, ma il fenomeno andrebbe analizzato anche dal punto di vista giuridico.

Al riguardo gli Ermellini con la sentenza n. 6129/2017 hanno precisato che la biancheria può essere stesa solo negli spazi condominiali (salvo diverse determinazioni del regolamento condominiale) ed a condizione non vi sia il cosiddetto gocciolio.

Diritto penale

Secondo una recente sentenza del Tribunale di Bari (sentenza del 03.10.2017) integra il reato di molestia il comportamento del condomino che costringe il proprietario del balcone o del terrazzo sottostante a subire continuamente lo sciorino dei panni intrisi d'acqua, trattandosi di una condotta valida a disturbare la quiete e ad ingenerare stati nervosi nel vicino di casa.

In realtà oltre alla molestia potrebbe configurarsi anche il reato ex art. 674 c.p. (Getto pericoloso di cose), ma sarà necessario che lo scolo dei panni sia reiterato e continuo, con una frequenza ed una intensità tale da costituire una limitazione apprezzabile del possesso dell'immobile da parte del relativo proprietario.

Diritto civile

Dal punto di vista civilistico la Cassazione ha precisato che tale comportamento integra di fatto una servitù illecita, sicché quando un condomino agisce in giudizio per far rimuovere gli stenditoi dai balconi sopra il proprio terrazzo e farne cessare il relativo gocciolio, esercita un'actio negatoria servitutis (sentenza n. 17549/2019.


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