Approfondimento dello Studio Legale

Categoria: Covid-19

Roma 28 maggio 2020 - Avv. Nicolò Marella

L'impattante pandemia che ha colpito il pianeta ha chiaramente modificato una serie di equilibri, anche in materia di lavoro, dove gli imprenditori sono tenuti ad osservare rigide disposizioni per poter svolgere le rispettive attività.

In questo contesto è utile sapere che, nell'eventualità in cui in un ambiente di lavoro dovesse riscontrarsi un caso di coronavirus, e qualora il datore di lavoro non dovesse intervenire a tutela dei lavoratori, egli può essere sottoposto a procedimento penale per lesioni personali colpose (art. 590 c.p.) e, nei casi estremi, ad omicidio colposo (art. 589 c.p.).

Senza dimenticare il T.U.S.L. (Testo Unico per la Sicurezza nei luoghi di lavoro - D.lgs. n. 81/2008), secondo il quale il datore di lavoro è garante della sicurezza in azienda ed è soggetto ad una serie di obblighi, tra cui:

a) designare il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (R.S.P.P.) e predisporre la valutazione dei rischi con il Documento di Valutazione dei Rischi (D.V.R.);

b) far osservare le disposizioni inerenti la nomina di un medico competente per la sorveglianza sanitaria, la programmazione delle misure di prevenzione, etc..

Ebbene, tornando più da vicino al tema covid-19, con la pubblicazione della Circolare ministeriale n. 3190/2020, i datori di lavoro sono tenuti ad osservare ed attuare le prescrizioni igieniche di base per la prevenzione del contagio, alle quali si aggiungono quelle contenute nel Protocollo sottoscritto dal Governo e da Confindustria in data 14.03.2020 (riduzione dell'attività lavorativa in azienda, potenziamento dello smart working, sanificazione periodica dei locali aziendali, adozione di specifici dispositivi di protezione individuale).

Insomma, il datore di lavoro è ancora più esposto in tempo di covid-19 ed è bene sapere che ogni lavoratore ha strumenti di tutela a proprio vantaggio, anche penali.


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