Approfondimento dello Studio Legale

Categoria: Diritto amministrativo

Premessa
ll D.L. 9 febbraio 2012 n. 5, convertito in legge 4 aprile 2012, n. 35, ribattezzato dalla stessa fonte governativa ‘‘Semplifica Italia’’, contiene un piano di interventi che si prefiggono di alleggerire i costi della burocrazia per cittadini ed imprese.
In buona sostanza sono stati introdotti meccanismi volti a rendere più efficaci i rimedi avverso la mancata o tardiva conclusione dei procedimenti.
Si tratta, pertanto, di un intervento legislativo che si prefigge di contrastare l'appesantimento della macchina amministrativa attraverso inediti strumenti di accelerazione della stessa.
La posta in gioco è rappresentata dall’abbattimento dei costi che la lentezza della macchina comporta tuttora per le amministrazioni, le imprese e i cittadini, senza trascurare il freno al diffondersi della corruzione, non raramente intesa quale strumento privilegiato di soluzione dei problemi posti dalla farraginosità dell’azione burocratica.

La nuova disciplina
I commi 8 e 9 dell’art. 2 della legge n. 241/90 si limitavano a stabilire che la tutela in materia di silenzio dell’amministrazione è disciplinata dal codice del processo amministrativo e che la mancata emanazione del provvedimento nei termini costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale.
Ben più articolata la disciplina che scaturisce dal decreto di semplificazione.
Per quanto riguarda l’ottavo comma, viene mantenuto inalterato il richiamo alla disciplina del codice in materia di tutela avverso il silenzio, ma si inserisce un secondo periodo in forza del quale le sentenze definitive che accolgono i ricorsi contro il silenzio inadempimento devono essere trasmesse alla magistratura contabile.
Il successivo nono comma contiene novità di rilievo in tema di responsabilità dirigenziale che viene espressamente ricollegata all’ipotesi di emanazione tardiva del provvedimento e, soprattutto, espande il proprio perimetro all’ambito disciplinare ed a quello contabile.
In buona sostanza vengono aggiunti altri quattro commi con cui si prevede:
a) un potere sostitutivo da esercitarsi nel caso di inerzia del funzionario o dirigente competente, con l’obbligo per l’organo di governo di individuare, nell’ambito delle figure apicali dell’amministrazione, il soggetto che ne ha la titolarità; nel caso di omissione, il relativo potere è attribuito ex lege alla figura burocratica di vertice dell’organizzazione (comma 9-bis);
b) la facoltà del privato di rivolgersi direttamente, nel caso di inerzia, al dirigente sostituto di cui sopra, il quale dovrà concludere il procedimento entro un termine pari alla metà di quello prefissato, a tal fine avvalendosi delle strutture competenti ovvero di un commissario appositamente nominato (comma 9-ter);
c) l’obbligo del medesimo dirigente di segnalare all’organo di governo, con cadenza annuale, il numero ed il tipo dei procedimenti non conclusi tempestivamente, il tutto nel rispetto della regola di invarianza della spesa (comma 9-quater);
d) l’obbligo di evidenziare, nei provvedimenti rilasciati in ritardo, il termine previsto dalla legge o dai regolamenti di cui all'articolo 2 e quello effettivamente impiegato (comma 9-quinquies).
Nel complesso, le innovazioni di maggior rilievo riguardano senz’altro l’arricchimento dello strumentario di tutela del privato nei confronti della lentezza della macchina amministrativa, realizzato, da un lato, attraverso la previsione di un’azione direttamente coercitiva verso gli organi dell’amministrazione e, dall’altro, attraverso istituti idonei a produrre effetti sollecitatori indiretti che si sostanziano nell’ampliamento della sfera della responsabilità dirigenziale.
L’art. 1 del decreto di semplificazione si conclude con un secondo comma, nel quale è previsto che le disposizioni sopra riferite non si applichino nei procedimenti tributari e in materia di giochi pubblici, regolati da norme particolari.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Altri risultati nella categoria Diritto amministrativo

Diritto amministrativo

Interventi non soggetti a N.O. paesaggistico. D.P.R. n. 31/2017

Roma, 15 aprile 2018

Diritto amministrativo

La S.C.I.A. e il limite dei 18 mesi per l'autotutela

Parere Consiglio di Stato n. 839 del 30.03.2016

Diritto amministrativo

Le attuali caratteristiche della S.C.I.A.

Parere Consiglio di Stato n. 839 del 30.03.2016

Diritto amministrativo

Danno da ritardo e risarcibilità

Diritto amministrativo

Il nuovo codice di comportamento dei dipendenti pubblici

d.P.R. 16 aprile 2013 n. 62

Diritto amministrativo

Focus: beni demaniali marittimi