Avv. Nicolò Marella - 28 maggio 2015

Categoria: Diritto civile

In generale la risposta deve essere affermativa, seppur sia necessario focalizzare l’attenzione su alcune differenze che, nei casi concreti, possono determinare soluzioni differenti.

Dal punto di vista strettamente normativo le disposizioni da applicare sono quelle che il Codice Civile dedica alla responsabilità dell’albergatore (artt. 1783 e ss. c.c.), ciò per la ragione che la loro estensione analogica è stata garantita dalla giurisprudenza di merito e di legittimità anche ad altre categorie di imprenditori, tra cui i titolari di pensioni, trattorie, stabilimenti balneari e simili.

Scendendo nel merito della responsabilità del ristoratore, la Cassazione non ha mancato di precisare che essa si estenda particolarmente a tutte quelle cose di proprietà del cliente di cui è opportuno liberarsi per il miglior godimento della prestazione (vedi il cappotto, l’ombrello, il cappello, ecc.), mentre restano sotto la diretta vigilanza del cliente le altre cose che indossa e che non costituiscono intralcio alla consumazione del pasto (Cass. n. 8268/1987).

E difatti, in due distinti casi decisi la Cassazione ha ritenuto sussistente la responsabilità del ristoratore sia per il furto di un soprabito appeso ad un attaccapanni della sala del ristorante (Cass. n. 10393/1991) e sia per il mancato ritrovamento di una pelliccia consegnata al cameriere e custodita nell’apposito guardaroba, in quanto modalità di consegna tesa inequivocabilmente alla finalità della sua custodia (Cass. n. 4445/1985).

Per converso, è stato ritenuto configurabile il concorso di colpa del cliente per un cappotto rubato nel ristorante, ma localizzato su di un attaccapanni comunque controllabile dal cliente.

Insegnano i giudici di legittimità che ai fini della responsabilità in argomento ad assumere rilievo sono le modalità ed il contesto in cui il cliente ha consegnato la cosa al gestore dell’esercizio o ai suoi dipendenti: se cioè egli ha inteso affidarla alla loro custodia o se essi si sono limitati a prestargli una cortesia conforme agli usi, nel qual caso la responsabilità è quella limitata, prevista dall’art. 1783 c.c. (Cass. n. 1537/97).

Alla luce di quanto detto, nel caso di una borsa e/o di un borsello, trattandosi di oggetti personali posti sotto la sorveglianza del cliente, l’eventuale furto degli stessi non potrà per certo essere imputato al ristoratore.


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