Approfondimento dello Studio Legale

Categoria: Diritto civile

Denuncia di danno temuto

Le tanto temute infiltrazioni prima o poi, in maniera minore o maggiore, possono creare problemi ad ogni unità immobiliare, tanto che le aule giudiziarie traboccano di controversie aventi ad oggetto tale problematica.

Ma come tutelarsi in modo efficace ed efficiente senza ricorrere a giudizi pluriennali?

Il punto di partenza dev'essere l'art. 1172 c.c. che segnatamente disciplina la denuncia di danno temuto, prescrivendo che il proprietario, il titolare di altro diritto reale di godimento o il possessore, il quale ha ragione di temere che da qualsiasi edificio, albero o altra cosa sovrasti pericolo di un danno grave e prossimo alla cosa che forma l'oggetto del suo diritto o del suo possesso, può denunziare il fatto all'autorità giudiziaria e ottenere, secondo le circostanze, che si provveda per ovviare al pericolo.

Per quanto concerne il conduttore, generalmente si esclude dal novero dei legittimati attivi alle azioni nunciatorie il detentore qualificato, qual'é il conduttore, seppur la giurisprudenza abbia da tempo ammesso tale legittimazione nell'ipotesi in cui l'inquilino voglia evitare danni alle proprie cose mobili facenti parte dell'unità immobiliare colpita dal fenomeno infiltrativo.

In concreto

L'azione di danno temuto si sostanza nella promozione di un ricorso cautelare volto a segnalare la presenza di una situazione di pericolo che, in ragione della particolare insidiosità della stessa in relazione allo stato dei luoghi, rischia di provocare dei danni a cose o persone.

La denuncia presuppone, inoltre, il danneggiamento - grave prossimo attuale e futuro - minacciato ad una cosa immobile (o anche mobile) da una cosa immobile o mobile altrui, tale da comportare il deterioramento del bene del denunciante e la menomazione dell'interesse tutelato, ovvero il rischio per le cose ivi collocate, o, ancora, seppure in via mediata e indiretta per le persone che nell'ambito dell'immobile, oggetto di pregiudizio, agiscono ed operano, per la loro incolumità e salute (ex multis Trib. Bologna 8 marzo 2005; Cass. Civ. Sez. II, 29/01/07, n. 1778).

Si badi bene che il pregiudizio non va inteso necessariamente come nocumento che incida sulla consistenza fisica della cosa, ma può anche interpretarsi come connesso all'esercizio di facoltà giuridiche inerenti il diritto vantato sulla cosa (si cfr. Trib. Nocera Inferiore 6 febbraio 1995 in rass. locazioni 1995, 289).

Considerando, infatti, che la condizione dell'azione di danno temuto non deve individuarsi in un danno certo, o già verificatosi, bensì anche nel solo ragionevole pericolo che il danno si verifichi (cfr., Cass., 28 maggio 2004, n. 10282).


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