Approfondimento dello Studio Legale

Categoria: Diritto civile

L'usucapione è un modo di acquisto della proprietà che si concretizza a seguito del possesso continuo e ininterrotto del bene per un certo periodo di tempo stabilito dalla legge (normalmente venti anni).

Ma cosa succede qualora il possessore dovesse morire prima del termine per usucapire?

La risposta la si legge nell'art. 1146 c.c.: "il possesso continua nell'erede con effetto dall'apertura della successione", ovverosia il principio della continuità nel possesso.

E così il possesso del de cuius si trasferisce all'erede che subentra nel possesso del bene senza necessità di una materiale apprensione, occorrendo solo la prova della qualità di erede.

Ciò comporta che il tempo per usucapire non ricomincia a decorrere, ma continua in capo all'erede, determinando la formazione di un unico e ininterrotto possesso.

Inoltre, grazie al principio "malafides superveniens non nocet", se il possesso del de cuius era in buona fede, lo sarà anche quello dell'erede, con il consequenziale godimento del relativo vantaggio (usucapione decennale anziché ventennale), a nulla rilevando se l'erede conoscesse la lesione del diritto altrui, in quanto la malafede sopravvenuta non rileva, essendosi il possesso originario incardinato in capo al de cuius.


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