09 marzo 2019 - Avv. Nicolò Marella

Categoria: Immissioni

Troppo spesso si pensa che l'essere a casa propria significhi fare ciò che si voglia (musica ad alto volume, gioco dei bambini indisciplinato, schiamazzi, attività rumorose), mentre invero la Cassazione continua a ribadire che riposo, quiete e tranquillità del confinante/vicino prevalgono e devono essere rispettate e tutelate, pena la violazione delle norme civili e penali. Di seguito alcune massime recenti.

Cassazione n. 32943/2018 - Con la recentissima sentenza in rassegna la Suprema Corte torna a condannare il comportamento di coloro che, a vario titolo ed in vario modo, arrechino disturbo alla quiete, al riposo ed alla tranquillità dei vicini; se l'immissione acustica è tale da pregiudicare la quiete pubblica, a maggior ragione essa, ove si risolva in una emissione sonora nell'ambito della proprietà del vicino — ancor più esposto degli altri, in ragione della contiguità dei fondi, al suo effetto dannoso — deve per ciò solo considerarsi intollerabile e, pertanto, illecita sia a livello penale che civile. A maggior ragione quando ciò avvenga nelle ore serali e di primo pomeriggio.

Cassazione n. 9361/2018 - In caso di schiamazzi, attività rumorose, bambini poco disciplinati, rumori provenienti da televisioni, radio, strumenti musicali, viene certamente leso il diritto alla salute ed alla tranquillità dei vicini, come tale inviolabile e costituzionalmente tutelato; ed è per tale ragione che nella quasi totalità dei regolamenti di condominio vengono introdotte norme a tutela di tali situazioni.

Cassazione n. 28201/2018 - Sono determinanti la situazione ambientale, le caratteristiche della zona e la rumorosità di fondo della medesima, sulle quali vengono ad innestarsi i rumori: sicché, magari, in una zona residenziale lontana dal centro città è evidente che le immissioni risulteranno certamente nocive rispetto a quelle che, della stessa tipologia, dovessero verificarsi in centro città dove, è notorio, che il rumore di sottofondo è più elevato.

Diritto alla quiete, tranquillità, salute e qualità della vita - Precisa la Cassazione che il diritto al riposo ed alla salute è sempre prevalente sul diritto alla aggregazione ludica e/o al divertimento del vicino, non potendosi costringere il confinante a subire delle immissioni acustiche che, soprattutto in zone con rumore di sottofondo basso, risulterebbero senz'altro nocive (cfr. Cass. n. 6786/2015). Sono risultati nocivi i rumori prodotti dall'improvviso e fragoroso abbattimento delle tapparelle, lasciate cadere con forza, da passi marcati sul pavimento, da colpi sordi, dallo sbattimento della tavoletta del w.c., dallo spostamento di mobili e suppellettili, dal gioco del pallone dei bambini sul muro condominiale.

Risarcimento del danno e alterazione delle abitudini di vita del vicino - Precisa la Cassazione n. 16408/2017 che il danno non patrimoniale conseguente ad immissioni illecite è risarcibile indipendentemente da un danno biologico documentato, quando sia riferibile alla lesione del diritto al normale svolgimento della vita familiare all'interno della propria abitazione e del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane, trattandosi di diritti costituzionalmente garantiti, la cui tutela è ulteriormente rafforzata dall'art. 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.


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