Approfondimento dello Studio Legale

Categoria: Imu e manovra Monti

A partire dal 2013 è istituito un nuovo tributo comunale relativo alla gestione dei rifiuti, volto a razionalizzare la materia attualmente caratterizzata dalla presenza di diverse forme di prelievo.

Al nuovo tributo, che si applicherà in tutto il territorio nazionale, si aggiunge una maggiorazione finalizzata alla copertura di servizi indivisibili dei comuni.

Istituzione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi

Il comma 1 dell'art. 14 del d.l. n. 201/2011 istituisce il tributo sui rifiuti e sui servizi destinato a coprire i costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati avviati allo smaltimento, nonché i costi connessi all'erogazione di servizi indivisibili da parte del Comune.

Il comma 2 individua, quale soggetto attivo del tributo, il Comune nel cui territorio insiste, interamente o prevalentemente, la superficie degli immobili assoggettabili al tributo.

L'introduzione del criterio della prevalenza rappresenta un'innovazione rispetto alla normativa vigente, la quale si limita a considerare il territorio comunale senza alcuna ulteriore specificazione.

Proseguendo, il comma 3 individua, quale presupposto del tributo, il possesso, l'occupazione o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

In tal modo viene recepito il consolidato orientamento della Cassazione che riconduce l'applicazione del tributo alla mera idoneità dei locali e delle aree a produrre rifiuti, prescindendo dall'effettiva produzione degli stessi.

Tuttavia, il comma 4 continua ad escludere dalla tassazione le aree scoperte pertinenziali e le aree comuni condominiali di cui all'art. 1117 c.c. che non siano detenute od occupate in via esclusiva.

Ancora, il comma 5 definisce i soggetti passivi, i quali sono coloro che occupano o detengono i locali o le aree scoperte, e precisa che i componenti del medesimo nucleo familiare, nonché coloro che usano in comune i locali e le aree, sono obbligati in solido al pagamento del tributo.

L'applicazione

Il comma 6 introduce una disposizione innovativa, diretta a superare le difficoltà applicative del tributo in caso di utilizzi temporanei.

Infatti, in caso di locazione o di comodato di durata non superiore a sei mesi, anche non continuativi nel corso dello stesso anno solare, la norma stabilisce che il tributo sia dovuto soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie.

Inoltre, il comma 8 stabilisce che la corresponsione del tributo debba avvenire in base a tariffa riferita a ciascun anno solare, al quale corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria.

La superficie assoggettabile al tributo

I commi 9 e 10 disciplinano anche il profilo relativo alla determinazione della superficie assoggettabile a tributo.

In particolare, la disposizione conferma il principio di determinazione della superficie di riferimento per le unità immobiliari a destinazione ordinaria iscritte o iscrivibili nel catasto edilizio urbano, in base al quale la superficie assoggettabile al tributo è pari all'80% di quella catastale.

Le agevolazioni

I commi da 15 a 21 disciplinano le agevolazioni tariffarie, confermando innanzitutto la facoltà del Comune di prevedere riduzioni in presenza di una serie di situazioni, specificamente indicate nello stesso comma 15, caratterizzate da una minore capacità di produzione di rifiuti.

La misura massima di tali riduzioni è fissata al 30%, in luogo della previsione dell'art. 66 del d.lgs. n. 507/1993.


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