Approfondimento dello Studio Legale

Categoria: Privacy

Se la videocamera di sorveglianza inquadra anche parte della strada, quand'anche comune, ciò si sostanzia in violazione della privacy, oltre che configurare illecito penale di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis c.p.).

Quanto al primo profilo la Corte di Giustizia Europea ha più volte ribadito che, se dall’inquadratura della telecamera è possibile risalire all’identità di un soggetto, tale pratica non può che essere censurata per violazione dei dati sensibili; nè, continuano gli euro-giudici, è possibile derogare a tale principio nascondendosi dietro l’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale o domestico, e ciò soprattutto qualora l'occhio della videocamera inquadri anche parte della strada pubblica e/o comune (Corte di Giustizia Europea, 11.12.2014 n. C-212/13).

Quanto al secondo profilo, la giurisprudenza penale continua a ribadire che è consentito installare un sistema di videosorveglianza senza obblighi di cartelli o comunicazioni preventive, né consensi del condominio, se le immagini riprendono solo i propri spazi, e non coinvolgono quelli comuni e condominiali.
Come chiarito dal Garante della Privacy, nell’uso delle apparecchiature volte a riprendere, con o senza registrazione delle immagini, aree esterne ad edifici e immobili, il trattamento deve essere effettuato con modalità tali da limitare l’angolo visuale all’area effettivamente da proteggere, evitando la ripresa di luoghi circostanti e di particolari che non risultino rilevanti (vie, edifici, etc.).

A nulla rivelerebbe la presenza del cartello, giacché il Garante della privacy ha avuto modo di precisare che la necessità di esporre il cartello sorge solo nel caso in cui le riprese siano effettuate dal Condominio per controllare le parti comuni, e non nel caso in cui esse siano effettuate dai singoli condomini per scopi personali, giacché in tal caso sarebbe un sistema illecito.

Diverso è il caso in cui sia l'intero Condominio a deliberare l'installazione della videocamera, risultando in tal caso applicabile l'art. 1122-ter c.c., a norma del quale l'installazione può essere deliberata dalla maggioranza dei partecipanti all'assemblea che rappresentino almeno la metà dei millesimi.

In definitiva, come ribadito dalla Corte di Cassazione, l’angolo visuale delle riprese deve essere limitato ai soli spazi di propria esclusiva pertinenza, ad esempio antistanti l’accesso alla propria abitazione, escludendo ogni forma di ripresa, anche senza registrazione di immagini, relative ad aree comuni o antistanti l’abitazione di altri condomini (fra tutte Cass. 26.11.2008 n. 44156).


Altri risultati nella categoria Privacy