Approfondimento dello Studio Legale

Categoria: Edilizia

Premesso che ciascun condomino ha diritto di trasformare in veranda il balcone di sua proprietà senza dover richiedere l’autorizzazione degli altri condomini, prevista dal regolamento del condominio soltanto per le innovazioni delle parti comuni, il condomino che abbia trasformato il proprio balcone in veranda, elevandola sino alla soglia del balcone sovrastante, non è soggetto, rispetto a questa, all’osservanza delle distanze prescritte dall’art. 907 c.c..
Ciò, tuttavia, è possibile solamente nel caso in cui la veranda insista esattamente nell’area del balcone: "il condomino che abbia trasformato il proprio balcone in veranda, elevandola sino alla soglia del balcone sovrastante, non è soggetto, rispetto a questa, all'osservanzadelle distanze prescritte dall'art. 907 c.c. nel caso in cui la veranda insista esattamente nell'area del balcone, senza debordare dal suo perimetro, in modo da non limitare la veduta in avanti e a piombo del proprietario del balcone sovrastante, giacché l'art. 907 c.c. citato non attribuisce a quest'ultimo la possibilità di esercitare dalla soletta o dal parapetto del suo balcone una "inspectio o prospectio" obliqua verso il basso e contemporaneamente verso l'interno della sottostante proprietà" (Corte di Cassazione, Sez. II, 11 luglio 2011 n. 15186).
A titolo informativo è utile sapere che la facciata dell’edificio condominiale rappresenta un bene comune e su di essa possono aprirsi porte, finestre e balconi, se previsto dal regolamento condominiale o con il consenso degli altri partecipanti al condominio.
In particolare, i balconi possono fuoriuscire dalla facciata e, in tal caso, si discorre di balconi aggettanti che così vanno rappresentando un prolungamento dell’unità immobiliare cui accedono.


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