T.A.R. Lazio, Roma, 4 gennaio 2016, n. 43

Categoria: Diritto amministrativo

15 febbraio 2016 - Dott. Savino Tatoli

Il T.A.R. romano torna a precisare che, al di là della fattispecie concreta di acquisizione sanante, in generale l'obbligo giuridico di provvedere da parte dell'Amministrazione (positivizzato in via generale dall’art. 2, della l. 241/1990) sussiste ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un'istanza ovvero debba essere iniziato d'ufficio, essendo il silenzio-rifiuto un istituto riconducibile a inadempienza dell'Amministrazione, in rapporto a un sussistente obbligo di provvedere che, in ogni caso, deve corrispondere ad una situazione soggettiva protetta, qualificata come tale dall'ordinamento rinvenibile anche al di là di un’espressa disposizione normativa che tipizzi il potere del privato di presentare un’istanza e, dunque, anche in tutte le fattispecie particolari nelle quali ragioni di giustizia e di equità impongano l’adozione di un provvedimento ovvero le volte in cui, in relazione al dovere di correttezza e di buona amministrazione della parte pubblica, sorga per il privato una legittima aspettativa a conoscere il contenuto e le ragioni delle determinazioni (qualunque esse siano) dell’Amministrazione (in tal senso Consiglio di Stato, IV, 15 settembre 2014, n. 4696 e n. 4014/2015).

La decisione
Il Collegio ha ritenuto priva di pregio giuridico l'eccezione di inammissibilità del ricorso sollevata dall'Amministrazione resistente sulla scorta di un orientamento giurisprudenziale minoritario che, però, il Tribunale ha prudentemente deciso di non condividere.
Secondo tale orientamento, infatti, andrebbe dichiarato inammissibile un ricorso tendente ad accertare l'illegittimità del silenzio serbato dalla Pubblica Amministrazione sulla istanza di adozione del provvedimento ex art. 42bis TUE, atteso che non sussiste un obbligo, ma una facoltà di provvedere.
A conclusioni di segno opposto, invece, è giunto il T.a.r. Lazio il quale ha ritenuto di condividere quella giurisprudenza amministrativa che ravvisa nel caso di specie un vero e proprio obbligo di avvio e di conclusione del procedimento, ferma restando, tuttavia, la natura eminentemente discrezionale del provvedimento; sicché dall'avvio del procedimento non discende l'adozione di un atto avente un contenuto necessariamente vincolato in senso favorevole alla posizione del privato.
E difatti - conclude il Collegio - "l'obbligo giuridico di provvedere da parte dell'Amministrazione sussiste quando si è in presenza di una situazione soggettiva protetta, qualificata come tale dall'ordinamento e rinvenibile anche al di là di un'espressa disposizione normativa che tipizzi il potere del privato di presentare un'istanza e, dunque, anche in tutte le fattispecie particolari nelle quali ragioni di giustizia e di equità impongano l'adozione di un provvedimento ovvero le volte in cui, in relazione al dovere di correttezza e buona amministrazione, sorga per il privato una legittima aspettiva a conoscere il contenuto e le ragioni delle determinazioni dell'amministrazione".


Altri risultati nella categoria Diritto amministrativo

Diritto amministrativo

Silenzio inadempimento: la P.A. ha sempre l'obbligo di provvedere, anche su un'istanza atipica

T.A.R. Puglia-Lecce, Sez. I, 01 ottobre 2019 n. 1521

Diritto amministrativo

Annullamento in autotutela? Va sempre motivato e non è sufficiente il ripristino della legalità violata

Consiglio di Stato, Sez. IV, 18.06.2019 n. 4133

Diritto amministrativo

Scuola: il genitore ha sempre il diritto di accedere agli atti riguardanti il figlio

T.A.R. Lazio, Sez. II bis, 19 giugno 2018 n. 6849

Diritto amministrativo

Il risarcimento dei danni in capo alla Pubblica Amministrazione

Consiglio di Stato, Sez. VI, 06 marzo 2018 n. 1457

Diritto amministrativo

Permesso di costruire: non può essere sottoposto a condizione

Consiglio di Stato, Sez. IV, 19 aprile 2018 n. 2366

Diritto amministrativo

Troppe assenze? L'alunno non va sempre bocciato

T.A.R Puglia, Lecce, Sez. II, 25 maggio 2018 n. 899

Diritto amministrativo

Ritardo nella conclusione del procedimento e danno risarcibile

T.A.R. Campania, Sez. V, 4 luglio 2018 n. 4438

Diritto amministrativo

Accesso agli atti e ruolo del Giudice

T.A.R. Puglia, bari, Sez. III, 29.01.2018 n. 118

Diritto amministrativo

Autorizzazione commerciale e rapporto con la situazione edilizia

T.A.R. Lazio, Roma, Sez. II-ter, 25.09.2015 n. 11401

Diritto amministrativo

Annullamento S.C.I.A. dopo 30 o 60 giorni. Autotutela. Condizioni

T.A.R. Lombardia, Sez. II, 18.02.2016 n. 355

Diritto amministrativo

Annullamento in autotutela dopo anni. Illegittimità

T.A.R. Lazio, Sez. II-quater, 14.03.2016 n. 3177

Diritto amministrativo

Regolamento edilizio. Impugnazione. Tardività

T.A.R Campania, Salerno, Sez. II, 31.08.2016 n. 2037

Diritto amministrativo

Annullamento permesso di costruire, tempo trascorso e procedimento penale per abuso edilizio

T.A.R. Calabria, Sez. I, 17.12.2015 n. 1275

Diritto amministrativo

Annullamento ppermesso di costruire dopo 15 anni. Affidament

T.A.R. Lazio, Sez. II quater, 14 marzo 2016 n. 3177

Diritto amministrativo

Danno da ritardo: deve ritenersi provata la colpa della P.A. che non giustifica le ragioni del ritardo

Consiglio di Stato, Sez. V., 25 marzo 2016, n. 1239

Diritto amministrativo

Istanza del privato: la P.A. ha l'obbligo di rispondere (salvo si tratti di silenzio qualificato)

T.A.R. Lazio, Roma, 4 gennaio 2016, n. 43

Diritto amministrativo

DJ e musica: al bar non serve l’autorizzazione

T.A.R. Puglia, Lecce, 05.11.2015 n. 3171

Diritto amministrativo

Atto d'obbligo ed esecuzione ex art. 2932 c.c.: il diritto della P.A. si prescrive in 10 anni!

Tar Puglia, Bari, Sez. III, 25.02.2015 n. 356