TAR Toscana, 27 ottobre 2015, n. 1458

Categoria: Edilizia

4 aprile 2016 - Avv. Fabiana Cesaretti

Il Tar Toscana con la sentenza n. 1458 del 27 ottobre 2015 è tornato a pronunciarsi sulla questione in oggetto, confermando e ribadendo quanto più volte affermato dalla giurisprudenza amministrativa, ovvero: " per la realizzazione di un campo da calcetto non è necessario il permesso di costruire".

Nella fattispecie esaminata dai Giudice toscani, una società aveva realizzato un campo da calcio di 35 x 26 metri con relative porte di gioco, panchine coperte e due casette in legno, quali spogliatoi per le squadre.
Tale complesso di opere veniva contestato dal comune che qualificava le stesse come "nuove opere" e, per tale ragione, le subordinava al preventivo rilascio del permesso di costruire.
Tuttavia, le argomentazioni dell'Amministrazione procedente non hanno trovato l'avallo del Tribunale amministrativo, che diversamente argomentando ha ritenuto corretto valutare separatamente le varie opere realizzate.
Così ragionando, per i Giudici fiorentini solo le casette ad uso spogliatoi necessitavano del permesso di costruire, visto il loro impatto e la loro rilevanza sotto l'aspetto edilizio; di contro, quanto agli altri interventi, il Collegio ha ritenuto che "il campo non determina alcuna modificazione morfologica del terreno né prevede opere edilizie di sorta, (ciò) è altrettanto vero per le “panchine coperte per giocatori”, che risultano strutture anch’esse prive di rilevanza edilizia, per essere semplici arredi del campo, realizzati con materiali leggeri e di facile amovibilità".

Ne consegue che la realizzazione di un campo sportivo (campo da calcio, da tennis, da bocce ecc..), che non comporti attività avente natura edilizia, non necessita del preventivo rilascio del permesso di costruire, risultando di contro sufficiente la presentazione di una semplice SCIA.

Giova, per completezza, evidenziare come le suddette opere possano essere realizzate anche in un'area con destinazione agricola, stante il prevalente orientamento della giurisprudenza amministrativa e ordinaria volto a sostenere che "non è precluso al proprietario di un terreno agricolo la possibilità di sfruttamento ulteriore e diverso da quello agricolo, ed in particolare avendo riguardo ad utilizzazioni intermedie rispetto all'uso agricolo e quello edificatorio quali, ad esempio, il parcheggio, la caccia, lo sport e l'agriturismo" ( Cassazione. SS.UU, 10.11.2010 n. 22802).
Invero, tale principio non può trovare applicazione nel caso in cui l'insieme sistematico delle opere dia vita ad una vera e propria trasformazione del territorio, come per esempio la realizzazione, di un “impianto sportivo complesso ed unitario che include la realizzazione di tre campi di calcio (in erba sintetica) nonché la realizzazione di un manufatto in legno adibito a chiosco"; tale intervento, se realizzato in un'area agricola, si palesa, secondo la Suprema Corte "idoneo a determinare un mutamento della destinazione d'uso dell'area, e per tal ragione, deve essere autorizzato mediante il rilascio del permesso di costruire”(Cassazione penale, Sez. III, 4 aprile 13, n. 19521).
Contrariamente, la semplice recinzione di un appezzamento di terra con l'istallazione di due porte e di alcuni pali della luce, anche se realizzata in zona agricola, non necessita del preventivo rilascio del permesso di costruire, poiché in questo caso "non si realizza un impianto sportivo all’aperto ma si utilizza per la pratica sportiva un terreno di proprietà, senza porre in essere attività di rilievo edilizio" (Consiglio di Stato, Sez. V, 17 gennaio 2014, n. 175).

In conclusione, fatta eccezione per la fattispecie suesposta, dovrà considerarsi illegittimo il provvedimento sanzionatorio volto a ordinare la demolizione di opere consistenti nella realizzazione di un campo da calcio, se motivato sulla necessaria preventiva acquisizione del permesso di costruire.


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