T.A.R. Calabria, Sez. I, 17.12.2015 n. 1275

Categoria: Diritto amministrativo


Interessante sentenza del T.A.R. Calabria in merito all'annullamento di un permesso di costruire ed alla connessione di tale giudizio con il procedimento penale incardinato per abuso edilizio.
Secondo i giudici amministrativi è illegittimo per insufficienza della motivazione e carenza d’istruttoria l’annullamento in autotutela di un permesso di costruire rilasciato anni prima - nella specie, avente ad oggetto la realizzazione di un complesso turistico alberghiero - che si limiti a richiamare atti formatisi aliunde, muovendo semplicemente dalle conclusioni, in ordine al carattere abusivo della struttura, contenute in un elaborato peritale redatto da un tecnico di una parte processuale (la Procura), mai sottoposto al vaglio di alcun Ufficio giudicante e sprovvisto di giudicato formale e sostanziale - che ipotizza una illegittimità tutta da verificare ed accertare.

Basilari principi quali la separazione dei poteri e l’ordine inderogabile delle competenze impongono all’amministrazione di procedere ad una autonoma (e sollecita) verifica delle circostanze di fatto rappresentate dalla Procura, senza che possa darsi ingresso al recepimento tout court di quanto rappresentato dal consulente tecnico nominato dall’autorità giudiziaria penale.

Il Comune dovrà, pertanto, adottare gli atti ritenuti più opportuni al ripristino della legalità, ma tanto dovrà avvenire all’esito di accertamenti condotti dai propri uffici all’uopo competenti.


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